Tisane, infusi e decotti per il nostro benessere quotidiano

Tisane, infusi e decotti per il nostro benessere quotidiano

Ciao Donzelle, come avrete letto dal titolo oggi vi parlo di tisane perchè oramai da qualche hanno fanno parte della mia routine quotidiana per il mio benessere e accompagnano spesso anche dolci incontri tra amiche insieme a qualche prelibatezza preparata in casa; ma veniamo alle caratteristiche delle tisane e al perchè non ne voglio più fare a meno.

Le tisane può possono avere proprietà diuretiche, digestive, depurative, ipotensive, sedative, afrodisiache e molte altre, grazie alle caratteristiche delle diverse piante che vengono utilizzate e dall’interazione tra i loro diversi componenti.

Si possono preparare con una o più piante medicinali, ovvero vegetali che contengono, in uno o più dei loro organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi. Il fitocomplesso della pianta medicinale è l’insieme di tutte le sostanze dotate di attività terapeutica e medicamentose, ovvero i principi attivi estratti dalle piante. Solitamente si usano al massimo 5 tipi di erbe per ogni tisana.

A seconda del metodo di estrazione dei principi attivi contenuti nei vari elementi che compongono la pianta (radice, fiore, frutto, foglie, corteccia, semi) si possono distinguere diversi tipi di tisane: infuso, decotto e macerato. La differenza tra infuso, decotto e macerato consiste quindi nella scelta degli elementi che compongono la pianta e nel metodo con cui vengono preparati. Per preparare una tisana si utilizzano sia le parti tenere, come fiori e foglie, che quelle legnose, resistenti e dure, come radici, cortecce e semi.

Infuso

L’infuso è la preparazione ideale per le parti tenere della pianta, fiori e foglie, le più delicate, che vengono poste in un recipiente e sulle quali viene versata acqua bollente; dopo averle lasciate in infusione per un lasso di tempo che varia dai 5 ai 10 minuti in un recipiente con coperchio, si filtra l’infuso e si beve.

Decotto

Per il decotto si utilizzano solitamente le parti legnose, più dure, poiché la bollitura prolungata non ne deteriora i principi attivi. Si inizia mettendo le parti scelte in acqua fredda, portandole poi ad ebollizione in un recipiente con coperchio; dopo la bollitura, che varia dai 5 ai 20 minuti, si lascia riposare per 10-15 minuti ed infine si procede al filtraggio per ottenere la bevanda pronta per essere consumata.

Macerato

Nel macerato, l’estrazione del principio attivo è fatta a freddo per un periodo che varia da alcune ore a diverse settimane. Le parti della pianta vengono poste in acqua fredda, in un recipiente con coperchio, lasciando riposare per diverse ore o settimane. Prima di essere consumata, la bevanda deve essere filtrata per eliminare i residui.

A seconda del tipo di erbe o spezie usate, le tisane hanno alcuni effetti benefici sull’organismo: digestivo (come nel caso di anice, finocchio o liquirizia), calmante (tiglio e fiori di arancia), rilassante (si pensi alla classica camomilla), diuretico e drenante (ortica o tarassaco), lassativo (mescolando frangola, malva e sambuco) etc… Sono davvero innumerevoli le possibilità e gli abbinamenti per creare una tisana unendo tra loro varie piante, a seconda dei gusti e del tipo di disturbo che si vuole curare.

In prossimi post vi parlerò delle mie tisane preferite, spero con questo post di aver soddisfatto la vostra curiosità sul mondo delle tisane se anche voi state imparando ad amarle come me.

 

Buona tisana a tutte!

Commenti

  1. molto interessante..complimenti 🙂

    http://www.sandalisughero.it/it/

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